
grande profilo srl
& compagnia del teatro moderno presentano
NINI SALERNO FRANCO OPPINI BARBARA TERRINONI in
DUE SCAPOLI E UNA
BIONDA di NEIL SIMON
Regia ALESSANDRO BENVENUTI
Note di regia
Che
vuol dire rifare la regia di uno spettacolo che ho già
diretto quasi venti anni fa? E’ un ritorno a tempi diversi? E’ una possibilità
per rimeditare sul già fatto? E’ capire come farlo
ancora meglio? Due scapoli e una bionda
o anche Andy & Norman
o anche The star spangled
girl scritto da Neil
Simon con i residui creativi de “La strana coppia” è uno dei testi meno
riusciti del celebre e celebrato autore americano. Eppure in Italia ha quasi sempre funzionato. Perché?
Probabilmente coloro che hanno via via riadattato il
testo, togliendo da esso molti americanismi di
maniera, lo hanno reso di una semplicità che arriva in modo diretto alla
platea. Ridotto all’osso, la storia parla di due amici progressisti che entrano
in contatto con una ragazza che ragiona come un conservatore
ma ha la dolcezza di un “delfino di mare”, anzi, di piscina, visto che
fa parte della squadra olimpica di nuoto degli Stati Uniti d’America. Però è arrivata quinta in batteria, addirittura dietro la
rappresentante dell’Egitto. Si chiama Sophie e la sua
dolcezza nasce da questo contrasto: è un’americana caratterialmente tosta, ma
non è una vincente come in genere succede nei film americani. E la sua
disponibilità umana, da un lato, mixata a questa sua
fragilità, nascosta da roboanti parole intrise di
nazionalismo, fanno di lei un “ tipo” che ammalia prima l’estroverso Norman e poi
l’introverso Andy. Trattasi di un triangolo dove i
tre angoli non sono mai acuti, ma anzi assai smussati e dove il senso
dell’amicizia virile fra i due non è mai messo in discussione. E’ una storia soft, piena di ritmo e continue trovate comiche…e
forse, in fondo in fondo, è un po’ anche una favola. Dunque
che vuol dire fare una regia di questo testo a quasi vent’anni
di distanza? Al di là delle solite descrizioni che un
regista propina al lettore di programma di sala sul proprio lavoro - che
stavolta eviterò perché non ne sento proprio il bisogno - credo che
principalmente significhi questo: ritrovarsi ancora una volta in questo clima
di elegante umorismo e provare a vedere, dopo tutti questi anni, se la gente è
ancora capace di apprezzare uno stile che ha fatto la fortuna del genere
brillante di qualità fino all’altro ieri. In questo senso Due scapoli e una bionda è uno specchio
messo dentro una bella cornice nel quale il pubblico si guarderà, spero
trovandosi nella sua forma migliore.
Alessandro
Benvenuti